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Tipi di ricetta e di vendita
Ci sono diversi tipi di ricetta, così che in base a come sono venduti - se con ricetta o meno e nel caso con quale tipo di ricetta - i farmaci si distinguono in classi diverse:
I "farmaci senza ricetta" (o da banco od OTC dalle parole inglesi Over the Counter) sono acquistabili direttamente in farmacia, chiedendo al farmacista; I "farmaci senza obbligo di prescrizione", o SOP, si possono acquistare senza ricetta, magari con il consiglio del farmacista, ma non possono essere pubblicizzati presso il grande pubblico; i "farmaci con ricetta", detti anche "etici", soggetti a prescrizione medica, per i loro effetti o per la potenziale tossicità, devono essere usati sotto il controllo del medico tramite la prescrizione che indica in che quantità devono essere presi ogni giorno, per quanto tempo e sotto quale forma. I "farmaci con ricetta da rinnovare volta per volta", hanno la caratteristica aggiuntiva di essere facile occasione di abuso e di effetti tossici.
I "farmaci con ricetta speciale" sono prescritti con un ricettario speciale con ricetta madre-figlia, secondo norme che ne limitano l'uso e permettono di controllarne la prescrizione da parte del medico come, per esempio, nel caso della morfina.
I "farmaci con ricetta limitativa" riguardano terapie che, anche se possibili a domicilio, devono seguire una diagnosi effettuata in centri ospedalieri da uno specialista, anche con un piano terapeutico e l'annotazione della prescrizione in un Registro presso le ASL. Riguardano farmaci di nuovo impiego, spesso antitumorali, con una tossicità potenziale elevata di cui si cerca di controllare il consumo e impedire l'uso improprio.

Farmaci venduti con ricetta
La ricetta medica è un fattore ulteriore di sicurezza nell'uso del farmaco oltre a quelli legati ai controlli nell'autorizzazione in commercio. La ricetta testimonia che il malato è stato visitato da un medico, il quale ha ritenuto utile per le sue condizioni di salute prescrivere quel determinato farmaco da assumere secondo precise indicazioni. Ecco perché ogni ricetta contiene sempre due elementi. Il primo con il nome del farmaco (della specialità o del generico se è disponibile), la dose e la forma con cui deve essere preso (compresse, fiale, supposte ecc). Il secondo con informazioni precise su come il farmaco dev'essere preso, ovvero quante volte al giorno, per quanto tempo e, nel caso, se ai pasti o a stomaco vuoto. Considerate le condizioni del malato e le caratteristiche del farmaco, firmando quella ricetta il medico dà indicazioni su come deve essere assunto e, al tempo stesso, si prende la responsabilità circa l'utilità e opportunità della prescrizione. E questo è tanto più importante se, per esempio, si tratta d'iniezioni, di farmaci nuovi o di farmaci che presentano un rapporto rischio/beneficio meno favorevole.
Al contrario, i farmaci senza ricetta hanno più anni alle spalle, se ne conoscono meglio "vizi e virtù" e contengono una dose più bassa della o delle sostanze, e ciò abbassa radicalmente la probabilità di effetti indesiderati.

Farmaci e rimborso
In teoria, i farmaci potrebbero essere tutti a pagamento o tutti gratuiti. In Italia la politica farmaceutica ha deciso i dividere i farmaci etici in due categorie, la Classe A e la Classe C, gratuiti i primi, a pagamento i secondi. E questo soprattutto in base al ruolo del farmaco nel controllo delle malattie.
La Classe A contiene farmaci essenziali nel controllo di malattie croniche e di efficacia provata, documentata con più studi. Si tratta di farmaci in grado di evitare che l'aspettativa di vita sia ridotta da malattie croniche, di ridurne le complicazioni o di migliorare la qualità di vita. La Classe C, contiene i farmaci per disturbi minori o quelli etici meno collaudati o che a parità di effetto costano più di altri presenti in fascia A. Se il medico vi prescrive un farmaco non rimborsato, provate a chiedergli se non ce ne sia uno simile in Classe A e le ragioni della prescrizione.
Occorre aggiungere che un certo numero di farmaci di Classe A sono accompagnati da una Nota Limitativa che le autorità sanitarie hanno introdotto con l'intenzione di scoraggiare l'uso improprio del farmaco e di limitarne l'impiego solo in caso di determinate malattie. In questi casi, se il medico non precisa la nota sulla ricetta, il farmaco si deve considerare a completo carico del cittadino.

Il foglietto illustrativo
Il foglietto illustrativo rappresenta uno strumento utile per un uso corretto del farmaco, non è solo un riassunto delle sue caratteristiche. Ecco perché una direttiva dell'Unione Europea del 1994 ne ha specificato il contenuto.
All'inizio viene indicato quale "principio attivo" contiene e in quale quantità. Poi viene esplicitato l'elenco degli altri ingredienti che sono serviti alla sua preparazione. Seguono informazioni sulla forma farmaceutica, su come agisce il farmaco e sulla classe di appartenenza.
Le "precauzioni prima dell'uso" e le "avvertenze speciali" indicano se può non essere adatto a voi per qualche ragione, per esempio perché siete allergici alle sostanze che contiene.
Le "Istruzioni per l'uso" indicano in che modo va preso il farmaco, per esempio se lontano dai pasti o "preferibilmente a stomaco pieno", oppure raccomandano cautele particolare a certe categorie di malati, per esempio agli anziani.
La parte sulle "Interazioni con altri farmaci" segnala che il farmaco potrebbe avere effetti diversi, spiacevoli o potenzialmente pericolosi se preso con altre medicine. In particolare, chi segue una cura di qualche genere, prima di prendere un altro farmaco è sempre bene che legga con attenzione questa parte del foglietto e informi il farmacista o il medico di eventuali alterazioni.
La lettura della lista degli "Effetti indesiderati" in genere ha l'effetto immediato di scoraggiare l'uso del farmaco. In realtà il foglietto riporta tutti gli effetti indesiderati che sono emersi nel corso del tempo, dai più frequenti a quelli molto rari. Nel caso, può essere prudente concentrarsi su quelli più frequenti, spesso presentati con la formula "come tutti quelli della sua categoria il farmaco X può causare…".
Le "Controindicazioni" precisano chi o in caso di quali malattie non si deve prendere il farmaco. Si tratta di una sezione da leggere sempre con attenzione.
In genere il foglietto contiene anche informazioni su cosa fare in caso di sovradosaggio, se si è dimenticato di assumere il prodotto e sulle modalità di conservazione.

I farmaci "Over the Counter"
Per la composizione che hanno, i farmaci OTC sono destinati all'automedicazione, ovvero all'impiego senza un contatto preliminare col medico, per disturbi come febbre, mal di testa, problemi intestinali. E proprio per queste loro caratteristiche d'impiego sono chiamati anche "sintomatici". D'altra parte, nel caso di piccole patologie - malattie non gravi che durano pochi giorni (influenza, raffreddore, febbre da fieno ecc) o in quelle che s'identificano col sintomo (la stitichezza), spesso i sintomatici sono i soli farmaci utili o addirittura quelli che risolvono il disturbo. Occorre in tutti i casi tenere presente che si corrono rischi diversi in caso di farmaci etici o di OTC e per questo nel primo caso è indispensabile la ricetta, nel secondo non serve. Per esempio, in caso di una polmonite, l'antibiotico destinato a combatterne la causa e anche possibile causa di effetti indesiderati o di abuso (e quindi responsabile di attivare nei microbi forme di resistenza), deve essere scelto e prescritto dal medico, mentre il paracetamolo usato semplicemente per abbassare la febbre può essere comprato senza ricetta. Il mercato degli OTC sta crescendo in Italia come nel resto del mondo e soprattutto negli Stati Uniti dove le categorie di OTC sul mercato sono arrivate a 80, dai farmaci antiacne a quelli per il controllo del peso.
Le caratteristiche distintive di questi farmaci sono almeno quattro:

  • hanno un rapporto rischio/beneficio molto vantaggioso così che i benefici che ci si può attendere superano i rischi che si corrono;
  • hanno poche possibilità di essere usati in modo improprio, ovvero quando non servono e presentano un rischio praticamente assente di abuso;
  • i malati possono farvi ricorso per malattie o condizioni che si possono autodiagnosticare: il dolore, la febbre, la sindrome premestruale;
  • è utile il consiglio del medico o del farmacista perché vengano usati in modo corretto e secondo le dosi giuste.


Comprare farmaci via Internet
La vendita dei farmaci via Internet è un settore in espansione, in particolare negli Stati Uniti dove il 48 per cento delle famiglie si rivolge a Internet per avere informazioni di carattere medico-sanitario. Le farmacie on-line hanno diversi vantaggi, affermano i loro sostenitori. Fanno risparmiare, assicurano il recapito domiciliare, sono aperte 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, la ricetta può essere trasmessa via fax o via computer. Drugstore.com offre anche un medico in linea pronto a preparare una ricetta e a distribuire il farmaco alla farmacia più vicina. Ma vi è anche chi sottolinea aspetti meno positivi. Da un'indagine del 1999 su 46 siti web è emerso che la gran parte di essi offriva Viagra e altri farmaci nuovi come risorse di prima linea per alcuni disturbi. Uno studio analogo condotto lo stesso anno su 86 siti ha dimostrato che il 45 per cento di questi non richiedeva la ricetta. Come hanno dimostrato molte inchieste degli ultimi anni, tra i fornitori si distingue chi vende anfetamine come fossero aspirina e chi chiede all'acquirente una dichiarazione nella quale ci si dice consapevoli dei pericoli che si corrono e si dichiara che dell'acquisto è informato il medico curante. Inoltre, il malato non è garantito dal fatto che il farmaco ricevuto non sia contraffatto, alterato, scaduto o che le informazioni giunte nella memoria informatica della farmacia non siano usate a suo danno. La vendita di farmaci via Internet è guardata con diffidenza dall'American Medical Association per ragioni riguardanti l'uso corretto del farmaco, e dai farmacisti per questioni di bilancio, visto che le farmacie on-line si sono aggiudicate una fetta di 20 miliardi di dollari del mercato dei farmaci da banco. Non ci sono dati per il Vecchio Continente, ma è facile pensare che questa linea di tendenza "fai da te online" crescerà anche qui.

Il prezzo di un farmaco
Naturalmente il farmaco è un prodotto particolare perché è destinato a salvaguardare un bene primario come la salute, ma è anche vero che produrlo, distribuirlo e venderlo costa e così pure finanziare la ricerca industriale per scoprire e studiare farmaci nuovi. Per questo è ragionevole che le industrie farmaceutiche cerchino di avere dalla vendita dei farmaci un ricavo adeguato tenendo presente i due elementi. La determinazione del prezzo è successiva alla registrazione, ma mentre sulla seconda ci sono criteri condivisi, come accade ad esempio nell'area dell'Unione Europea, nella fissazione del prezzo si seguono politiche diverse.
Una consiste nel controllo del prezzo con un confronto tra i prezzi adottati in paesi che vengono presi come punti di riferimento. Così fanno, per esempio, il nostro paese, Francia, Belgio, Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda, Lussemburgo. In particolare, in Italia la strategia del prezzo medio europeo è adottata per i farmaci autorizzati con procedura nazionale. Per quelli approvati con procedura centralizzata e di mutuo riconoscimento - ovvero approvati dall'Agenzia europea del farmaco o con una procedura nazionale di carattere legislativo - si adotta l'iter di contrattazione con il quale una commissione di esperti contratta il prezzo con l'azienda e propone il risultato all'Agenzia Italiana del Farmaco che ha preso il posto dell'organismo di controllo precedente, ovvero la Commissione Unica del Farmaco (CUF).
Un'altra politica è l'adozione di un prezzo di riferimento, caso in cui le autorità di controllo fissano un costo di riferimento per i medicinali considerati intercambiabili, ovvero appartenenti alla stessa categoria. Questo prezzo è anche l'ammontare della spesa che viene rimborsata dallo Stato. A quel punto, se un'impresa decide di applicare a un medicinale di una certa categoria un prezzo più alto di quello di riferimento, la differenza è pagata dal consumatore. Questa modalità, che rappresenta una strategia di contenimento dei prezzi, è adottata in Germania, Paesi Bassi e Danimarca.
La terza politica, adottata in Gran Bretagna, è quella del controllo del profitto. In questo caso il prezzo è fissato liberamente dalle aziende. Ma dato che il livello di redditività del capitale investito è fissato da una trattativa tra autorità pubblica e industria, di fatto si esercita un controllo dei profitti con il risultato di moderare, o almeno regolare, il prezzo dei farmaci. In pratica, lo Stato controlla il prezzo indirettamente, regolando quanto può guadagnare l'industria. La trattativa, detta Pharmaceutical Price Regulation Scheme, o Pprs, ovvero schema di regolazione del prezzo dei medicinali, prende in considerazione gli investimenti effettuati sul territorio nazionale, il valore aggiunto all'economia nazionale attribuibile all'azienda e il livello di esportazioni. Il sistema prevede anche facilitazioni per le aziende che investono nella ricerca.

La scadenza dei farmaci
Le molecole dei farmaci possono alterarsi nel tempo. Occorre tenere presenti due cose. Innanzitutto, quando compriamo un farmaco è bene conoscere le modalità più indicate su come conservarlo, un'informazione che possiamo chiedere al farmacista o che possiamo trovare sull'esterno della scatola. Inoltre, prima di usare il farmaco è bene controllare che non sia scaduto. In tutti i casi, è utile tenere presente che un farmaco scaduto o conservato male non è un veleno, è solo meno efficace, sempre meno efficace quanto più tempo è passato dalla data di scadenza e quanto più è stato conservato in condizioni non idonee.
In tutti i casi, quando un farmaco è scaduto è consigliabile comprarne una confezione nuova ed eliminare la vecchia. Non però nel secchio della spazzatura di casa, ma negli appositi contenitori presenti in genere vicino alle farmacie. I farmaci sono sostanze chimiche e quindi - soprattutto in gran quantità - inquinanti potenziali e per questo la loro eliminazione deve seguire modalità adeguate.

La conservazione dei farmaci
I farmaci devono essere conservati in ambiente asciutto, meglio se lontano dalla luce. Se occorre conservarli a certe temperature, ovvero in frigo, è scritto sulla confezione e siccome non c'è una categoria sola di farmaci che richiede questa attenzione è bene controllare di volta in volta come dev'essere conservato il farmaco che dobbiamo appena preso. In caso di dubbio, chiedete informazioni al medico o al farmacista.
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