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13/03/2017| Il dolore cronico in pediatria: come gestirlo grazie all’approccio psicologico

Nel corso degli ultimi 20 anni le conoscenze in fatto di interventi psicologici per la gestione del dolore sono enormemente aumentate. Se si considera che le attuali statistiche indicano che fino a 1 bambino su 4 ha avuto un episodio di dolore cronico protratto per 3 o più mesi e che questo tipo di dolore è correlato a un significativo impatto fisico, psicologico e psicosociale per i bambini e le loro famiglie, appare chiara l’importanza di approcci diversificati in questo tipo di situazioni. Una possibile risposta viene proprio dall’approccio piscologico che, oggi giorno, è supportato da evidenze estremamente solide anche in ambito pediatrico.

Quando si parla di interventi psicologici si fa riferimento a diverse tecniche tra cui, le più importanti in questo ambito, sono l’educazione al dolore, l’esposizione graduale e la desensibilizzazione psicologica, la ristrutturazione cognitiva, le tecniche di rilassamento e gli esercizi di mindfulness. Questi approcci hanno dimostrato effetti positivi sia sul piano comportamentale, sia quello psicologico in moltissimi bambini con differenti tipi di dolore. È ormai confermato come anche brevi interventi ambulatoriali siano in grado di ridurre in modo significativo la gravità del dolore, ridurre lo stress quotidiano che spesso compare nei bambini e negli adolescenti con dolore cronico e migliorare gli esiti clinici nel loro complesso. In aggiunta, parallelamente all’aumento del numero di trattamenti basati sulle evidenze, cresce anche la possibilità di beneficiare di terapie personalizzate sulle specifiche necessità del singolo bambino e della sua famiglia. Tuttavia, l’accesso su larga scala ad approcci psicologici efficaci rappresenta ancora una realtà lontana per molti bambini.

Quali saranno, quindi, le sfide del futuro? Innanzi tutto rimane prioritario diminuire i pregiudizi verso gli interventi psicologici e ridurre le barriere logistiche che possono ancora oggi ostacolare l’accesso a questo tipo di cure. In particolare, affinché un numero sempre più ampio di bambini possa beneficiare di un approccio psicologico al dolore sarà fondamentale identificare e sviluppare interventi prioritari di facile applicabilità anche su larga scala, così come definire procedure più specifiche e mirate per i casi più critici. Infine, è importante che gli psicologi riescano a tradurre i risultati delle loro ricerche nella pratica clinica quotidiana, oltre a continuare a educare e informare i bambini, le loro famiglie e l’opinione pubblica favorendo in tal modo una maggiore comprensione di come e perché gli interventi psicologici possono facilitare un migliore recupero dal dolore.

 

Fonte: sito NienteMale

 

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